Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù il Signore, così camminate uniti in Lui
(Colossesi 2:6)
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L'intervista

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BUNGARO

Il cantautore BUNGARO sarà a Oropa per il terzo anno, ospite della VIII Edizione dell'Anno Domini Multifestival.

Quali sono i temi, i valori, il messaggio che esprimi in modo particolare attraverso le tue canzoni?
Forse la parola incontro potrebbe essere la chiave delle mie canzoni; incontro inteso come lo spazio dove si svolge la vita, in tutte le sue sfumature dai gesti più lenti e quasi impercettibili alle forti emozioni, dagli amori che nascono a quelli che finiscono, descrivendo la grandezza e la pochezza di ciascuno di noi… e così ciascuno si riconosce dentro a queste canzoni. Usando le parole della canzone “Fare e disfare” tento di raccontare i lividi e i fiori di cui tutti facciamo esperienza ogni giorno.
Non posso poi non essere attento anche a ciò che succede nel mondo e allora provo a mettermi seduto a guardare il cielo per poter vedere meglio la terra, così com’è successo con la canzone “Guardastelle”, che ho presentato nel 2004 al Festival di Sanremo. Cerco di prendere e comunicare speranza, di aprire la vita alla fantasia, alla preghiera, sentendo che la pace va inventata ogni giorno, che la luce delle stelle può diventare più forte del buio.
In questo senso la musica, le canzoni diventano quasi un pane, un nutrimento per non lasciarsi morire.

Sappiamo che da sempre hai cercato di privilegiare nei tuoi concerti, ma non solo, l’incontro con le persone, con la gente. Quali sono le motivazioni di questo tuo atteggiamento?
Per un artista incontrare le persone diventa essenziale. Non la gente in genere, ma quasi i singoli, perché ognuno ha la sua storia da comunicare, le sue attese da esprimere e anche questo diventa per me motivo di grande ispirazione. A volte camminando per Roma, mi piace guardare i volti delle persone quasi tentando di cogliere i loro pensieri, il loro mondo… Credo sia necessario mettersi in ascolto dell’altro, putroppo ho l’impressione che ci sia sempre meno posto per l’ascolto e così, pur vivendo dentro a contesti affollati, molti si sentono isolati, senza personalità, non si sentono più chiamare per nome. Per questi motivi, quando ne ho la possibilità, cerco di fermarmi e stare con le persone che incontro.

Cosa pensi di dare a chi ascolta la tua musica e cosa ricevi dal pubblico?
È difficile rispondere a questa domanda perché sono tantissimi i ritorni che ho dal mio pubblico, poi non so cosa provocano le mie canzoni … ti posso dire che molti rimangono affascinati dalle emozioni che riescono a suscitare le canzoni, alcuni mi ringraziano perché una mia canzone è diventata la canzone che accompagna la loro storia d’amore, altri si riconoscono nelle storie espresse. Il desiderio è sempre quello di riuscire a parlare al cuore delle persone e forse anche alle loro anime. Una piccola testimonianza… ho avuto l’occasione e il privilegio, essendo stato invitato dal mio amico Aurelio Pitino, di partecipare, sin dal ’98, come ospite agli eventi organizzati dall’ Ass. Anno Domini (di cui Aurelio Pitino è presidente n.d.r.), il Gospel Jubilee Festival a Torino e l’ Anno Domini Multifestival a Oropa (Bi) dove ho potuto condividere la mia arte in un clima di comunione, fraternità e gioia con altri artisti italiani e stranieri(di levatura eccellente) e dove ho “rinnovato” la mia fede in Dio e conosciuto anche un rapporto più “umano” con una fetta di pubblico diversa da quella a cui ero abituato in passato. Qualcuno dei partecipanti al termine di un multifestival mi ha scritto: “Grazie,Tony, per avermi incoraggiato sempre in questi giorni e avermi insegnato a dare un valore speciale alla vita e al mio talento...ma, soprattutto, grazie per il tuo essere un artista con la A maiuscola, senza compromessi,“libero”, che ho scoperto essere vero, umile e semplicemente se stesso... fino in fondo!”.

La tua carriera è passata attraverso momenti di notorietà, ma anche periodi di grande silenzio e fatica. Cosa ti ha dato la forza di continuare a credere nel tuo progetto?

Sai, forse quando si pensa ad un cantante, ad un artista, tutti credono che la sua strada sia sempre coperta da una bella corsia rossa che parla di successo, fama, notorietà. In realtà non è sempre così scontato. Per me è sempre stato importante rimanere fedele a me stesso, ai miei valori, ai miei principi, senza scendere a compromessi e questo, soprattutto nel mondo della musica e dello spettacolo, ti porta, il più delle volte a sedere in panchina. In panchina però io non mi sono mai sentito e ho continuato a lavorare sodo scrivendo e producendo canzoni per altri, girando per tutta l’Italia con uno spettacolo bellissimo che si intitolava Tascabile, facendo seminari attraverso i quali ho incontrato dei talenti che poi ho prodotto artisticamente e sono arrivati a vincere Premi della Critica al Festival di Recanati, al Festival di Sanremo; mi sono dedicato molto a scrivere colonne sonore per il cinema e per il teatro (una mia grande passione). La forza me l’hanno data molti amici che hanno sempre creduto in me; poi certamente Dio che è per me un riferimento costante e fondamentale; grande sostegno, infine, l’hanno espresso le persone che via via sono entrate a far parte del mio progetto e che hanno condiviso le mie idee e il mio modo di lavorare.

La copertina del tuo ultimo album, che si intitola “L’Attesa”, ti rappresenta di fronte ad una grande quercia. Cosa simboleggia questa immagine e quale percorso presenti in questo tuo lavoro?
È l’immagine dell’estasi dell’uomo di fronte alla grandezza del creato, alla bellezza della natura, a tutto ciò che è infinitamente più grande di noi e che è dentro di noi. L’immagine poi rappresenta sicuramente anche il titolo di questo album: “L’Attesa”... fiduciosa di chi sa che quell’albero spoglio, piano piano, sta ritornando pieno di fiori e di foglie… sotto a quella quercia mi sono spesso fermato a pensare e ho preso ispirazione per scrivere le mie canzoni. Dentro a questo nuovo lavoro presento dieci canzoni scritte in compagnia di un grande amico, Pino Romanelli che, da 25 anni, si occupa dei miei pensieri e dei testi che ho custodito per lungo tempo, attendendo il momento opportuno per offrirli al pubblico.Gli arrangiamenti invece sono stati affidati all’amico Aidan Zammit. Ci sono anche i brani scritti in questo ultimo periodo come “Occhi belli” scritta per il film di Ricky Tognazzi e Simona Izzo “IO NO” e poi “Guardastelle” presentata a Sanremo. Le canzoni parlano dell’amore, dell’infedeltà, dell’universo femminile e dei nostri desideri… e credo che il futuro appartiene a chi crede alla bellezza dei propri sogni.

Progetti futuri, nuove collaborazioni e la realizzazione di un nuovo lavoro? Ce ne puoi parlare?


Sono appena tornato dal Brasile dove ho registrato parte del mio nuovo progetto dal titolo "ARTE",e un'esperienza unica e molto stimolante. Avevo in mente da anni di registrare le mie nuove canzoni confrontandomi con culture e artisti internazionali che stimo molto,e tutto questo si sta realizzando.
In Brasile ho duettato con Paula Morelembaum, Regina della bossa nova, voce del grande Jobim,e attualmente del grande pianista Sakamotho.
Sto per partire per la Spagna per duettare con un grande cantautore Vincitore del "Premio Oscar" per il film " I diari della motocicletta"...come vedi e' un momento speciale ,ma ci sono tante altre sorprese: anche dall'Italia ho scelto di duettare con grandi artisti della canzone d'autore...ma il resto lo scoprirete all'uscita del cd , prevista dopo l'estate!
Continuo, dunque, questa mia Grande Avventura poichè l'Arte … è il sorriso di DIO!


Cosa ti sentiresti di dire, soprattutto ai giovani, pensando al contesto in cui stiamo vivendo?
Non è facile! È un tempo molto faticoso, in cui tutti rischiamo di lasciarci prendere dallo scoraggiamento, dalla paura, dal pessimismo. Ho un’immagine negli occhi che mi dà tanta speranza e sono i cinquantamila giovani che erano davanti a me nella piana di Montorso a Loreto a settembre del 2004. Io credo che questi giovani e tutti i giovani del mondo possano davvero far fiorire l’umanità, perché hanno dentro un entusiasmo pulito, una fede forte, una determinazione coraggiosa. Dico a loro, non come maestro, ma come compagno di viaggio, che la vita è una grande opportunità, che non dobbiamo smettere di seguire i nostri sogni anche se ci sembrano irraggiungibili, che il nostro cuore ha una riserva di amore impensabile, che il prossimo non è una minaccia, ma un occasione di crescita e maturazione.

 

AURELIO PITINO




Bungaro è disponibile a stare insieme ai giovani nelle diocesi in un concerto-incontro dove c’è la possibilità, oltre che gustare le sue canzoni, di avere uno scambio su alcuni temi e valori importanti che stanno a cuore in maniera particolare ai giovani. La proposta diventa una sorta di viaggio dentro alla vita nei suoi diversi aspetti, in una equilibrata sintesi tra sogno e realtà, tra idealità e concretezza.

Per ulteriori informazioni e contatti:

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“Solo in Dio riposa l’anima mia…”
(Salmo 62,6)

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L’Ass. Anno Domini augura buone vacanze a tutti!
Ci ritroviamo a settembre

con nuovi appuntamenti…
Dio vi benedica!