Non siete voi che avete scelto me,
ma sono Io che ho scelto voi e vi ho costituito perchè andiate e portiate frutto
(Giovanni 15:16)
ban1
ban2
banner-compassion
La Parola a...
predicatelo sui tetti
"Gesù e i dodici apostoli"
(Museo Nazionale di Catalogna, Barcellona, Spagna)


"Predicatelo dai tetti":
il Vangelo nell'Era della Comunicazione Globale

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA 35ª GIORNATA
MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
27 maggio 2001

1. Il tema che ho scelto per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2001 riprende le parole di Gesù stesso. Non potrebbe essere altrimenti perché noi predichiamo Cristo soltanto. Ricordiamo le parole che rivolse ai suoi primi discepoli: «Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti» (Mt 10, 27). Nel segreto del nostro cuore, abbiamo ascoltato la verità di Gesù. Ora dobbiamo proclamare quella verità dai tetti.

Nel mondo attuale i tetti sono quasi sempre caratterizzati da una foresta di trasmettitori e di antenne che inviano e ricevono messaggi di ogni tipo verso e da i quattro angoli della terra. E' di importanza vitale garantire che fra questi numerosi messaggi  vi sia la Parola di Dio. Oggi proclamare la fede dai tetti significa proclamare la Parola di Gesù nel mondo dinamico delle comunicazioni sociali e attraverso di esso.

2. In tutte le culture e in tutte le epoche, e certamente nelle odierne trasformazioni sociali, le persone si pongono sempre le stesse domande fondamentali sul significato della vita: «Chi sono? Da dove vengo e dove vado? Perché la presenza del male? Che cosa ci sarà dopo questa vita?»(Fides et Ratio, n. 1).In ogni epoca la Chiesa offre l'unica risposta definitivamente soddisfacente agli interrogativi profondissimi del cuore umano: Gesù Cristo stesso, «che svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione» (Gaudium et spes, n. 22). Quindi la voce  di noi cristiani non può mai tacere perché il Signore ci ha affidato la parola di salvezza alla quale ogni cuore umano anela. Il Vangelo offre la perla preziosa che tutti cerchiamo (cfr Mt 13, 45-46).

Ne consegue che la Chiesa non può non impegnarsi sempre più profondamente nel mutevole mondo delle comunicazioni sociali. La rete mondiale delle comunicazioni sociali si sta estendendo e sta diventando sempre più complessa e i mezzi di comunicazione sociale hanno un effetto sempre più visibile sulla cultura e sulla sua trasmissione. Mentre un tempo gli eventi venivano semplicemente riportati, ora vengono spesso creati per soddisfare le esigenze dei mezzi di comunicazione. Quindi il rapporto fra la realtà e i mezzi di comunicazione sociale è divenuto sempre più intricato e questo dà vita a un fenomeno ambivalente. Da una parte può sfumare la distinzione fra verità e illusione, ma dall'altra possono schiudersi opportunità senza precedenti per rendere la verità il più possibile accessibile a un numero maggiore di persone. Il compito della Chiesa è di garantire che sia quest'ultima eventualità a realizzarsi.

3. Il mondo dei mezzi di comunicazione sociale può a volte sembrare indifferente e perfino ostile alla fede e alla morale cristiana. Questo è dovuto in parte al fatto che la cultura dei mezzi di comunicazione sociale è così profondamente imbevuta di un senso tipicamente postmoderno che la sola verità assoluta è che non esistono verità assolute o che, se esistessero, sarebbero inaccessibili alla ragione umana e quindi irrilevanti. Da questo punto di vista ciò che conta non è la verità, ma «la storia». Se qualcosa è degno di essere divulgato o fonte di intrattenimento, la tentazione di accantonare le considerazioni sulla sua veridicità diventa quasi irresistibile. Di conseguenza il mondo dei mezzi di comunicazione sociale a volte appare come un ambiente ancor più ostile all'evangelizzazione di quello pagano in cui agivano gli apostoli. Tuttavia, proprio come i primi testimoni della Buona Novella non si tirarono indietro di fronte alle avversità, non dovrebbero farlo nemmeno gli attuali seguaci di Cristo. Il grido di san Paolo risuona ancora fra noi: «Guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1 Cor 9, 16).

Tuttavia, per quanto il mondo dei mezzi di comunicazione sociale possa a volte sembrare in contrasto con il messaggio cristiano, offre anche opportunità uniche per proclamare la verità salvifica di Cristo a tutta la famiglia umana. Consideriamo, ad esempio, le trasmissioni satellitari di cerimonie religiose che spesso raggiungono un pubblico mondiale, o alla capacità positiva di Internet di trasmettere informazioni e insegnamenti di carattere religioso oltre le barriere e le frontiere. Quanti hanno predicato il Vangelo prima di noi non avrebbero mai potuto immaginare un pubblico così vasto. Nella nostra epoca è necessario un utilizzo attivo e creativo dei mezzi di comunicazione sociale da parte della Chiesa. I cattolici non dovrebbero aver paura di lasciare aperte le porte delle comunicazioni sociali a Cristo affinché la Sua Buona Novella possa essere udita dai tetti del mondo!

4. E' anche di vitale importanza che all'inizio di questo nuovo millennio ricordiamo la missione ad gentes che Cristo ha affidato alla Chiesa. Circa due terzi dei sei miliardi di abitanti del mondo non conoscono realmente Gesù Cristo e molti di loro vivono in Paesi con antiche radici cristiane, dove interi gruppi di battezzati hanno perso il senso vivo della fede o non si considerano più membri della Chiesa, conducendo una vita lontana dal Signore e dal Suo Vangelo (cfr Redemptoris missio, n. 33). E' chiaro che una risposta efficace a questa situazione esige qualcosa di più dell'opera dei mezzi di comunicazione sociale, tuttavia nella lotta volta a far fronte a certe sfide i cristiani non possono ignorare il mondo delle comunicazioni sociali. Infatti, mezzi di comunicazione sociale di ogni tipo possono svolgere un ruolo essenziale nell'evangelizzazione diretta e nella trasmissione di verità e di valori che sostengono e accrescono la dignità dell'uomo. La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale è un aspetto importante dell'inculturazione del Vangelo richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito Santo esorta la Chiesa nel mondo.

Mentre l'intera Chiesa cerca di tener conto di quest'esortazione dello Spirito, i comunicatori cristiani hanno «un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l'edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo...» (Etica nella comunicazione, n. 31). Soprattutto hanno il dovere e il privilegio di dichiarare la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell'uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l'amore che il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre...(cfr Eb 13, 8).

Dal Vaticano, 24 gennaio 2001, memoriale di san Francesco di Sales.

JOANNES PAULUS II

 

Pentecostalismo

A cura di: Ass. Informazione su Cristo

La storia
Tutto ebbe inizio nella notte tra il 31 dicembre 1900 e il 1° gennaio 1901 quando un’allieva della scuola biblica di Topeka, nel Kansas, fondata dal pastore metodista Charles Fox Parham, cominciò a “parlare in lingue”. Nella scuola biblica per il risveglio religioso di Topeka si poneva l’accento sul battesimo da parte dello Spirito e sulle manifestazioni che dovevano accompagnarlo, in particolare la glossolalia (parlare in lingue).
La necessità di una nuova Pentecoste fu la ragione della nascita e del propagarsi del maggiore movimento di risveglio nella storia del cristianesimo che, in un solo secolo dalla sua nascita, ha raggiunto la cifra di 500 milioni di fedeli nel mondo.
Parham, nel suo movimento, attribuì anche una particolare attenzione al dono delle guarigioni per opera dello Spirito Santo e ciò gli rese una strepitosa popolarità.
Il movimento si insediò successivamente in Gran Bretagna (1904), a Los Angeles e in tutti gli USA. Fu poi la volta dell’America Latina (1907) dove si diffuse molto rapidamente, della Russia (1920) e della Francia (1929). Nel 1960 sotto il nome di “rinnovamento carismatico” entrò anche all’interno delle altre confessioni cristiane, sia di quelle riformate che nella chiesa cattolica per vivificarne le spiritualità.
Alcuni sostennero che pentecostalismo e fede riformata potessero convivere.  Altri ancora apertamente sostennero e tutt’ora sostengono che la fede riformata storica è superata e va sostituita dal pentecostalismo.
Ad un certo punto la comunità pentecostale decise di uscire dalla chiesa metodista e di rendersi indipendente. Nel 1980 infatti gruppi di persone uscirono dalle denominazioni pentecostali classiche  dando origine a nuove “chiese” o “comunità”. Queste vennero definite pentecostali non denominazionali perché suddivise in chiese senza un’organizzazione comune.

Oggi
Il movimento pentecostale si caratterizza per il suo spontaneismo. Ogni comunità è autonoma e liberamente decide di aderire alle altre federazioni pentecostali di cui le più importanti sono “Le Assemblee di Dio”, “Chiesa Apostolica”, “Chiese di Dio”, “Chiese evangeliche del risveglio”. Nell’insieme i movimenti pentecostali non sono entrati a far parte del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
E’ necessario distinguere i “pentecostali” dai “carismatici”. Questi ultimi sono cristiani legati sia alla chiesa cattolica che a quella ortodossa di cui condividono pienamente la teologia. I pentecostali invece, sono carismatici che hanno dato vita ad altre chiese enfatizzando l’esperienza personale con lo Spirito Santo.

Dottrina
Nella corrente pentecostale si individuano quattro temi o radici: il battesimo “di Spirito Santo”, le guarigioni, il pre-millenarismo e la glossolalia.
Il “battesimo di Spirito Santo” sarebbe una seconda opera dello Spirito Santo susseguente alla rigenerazione battesimale e al dono della fede. Il primo battesimo sarebbe di grado inferiore al secondo.
L’interesse per le guarigioni va insieme ad altri segni della presenza dello Spirito quali le profezie, i miracoli, il potere di cacciare i demoni, le estasi fino all’esperienza di essere gettati a terra.
Il pre-millenarismo è la teoria secondo la quale il Cristo tornerà sulla terra preceduto da catastrofi apocalittiche causate dalla malvagità umana per inaugurare un regno di mille anni a cui seguirà il Giudizio Universale.
Influenzato dalla religiosità afro-americana, il pentecostalismo insieme alla glossolalia e al dono dell’interpretazione delle lingue, considera manifestazioni dello Spirito Santo anche il canto e la danza che nei riti vengono usati di più che la parola o la lettura.
L’attrazione maggiore che esercita il pentecostalismo sta nella sua critica alla vita cristiana vissuta tiepidamente e la sua promessa di una vita cristiana più ricca. Molti vivono freddamente le loro pratiche religiose che diventano pure formalità prive di vita. La vita cristiana è ridotta a rituale esteriore e manca di esperienza della gioia della salvezza. Il misticismo sorge sempre sullo sfondo di un declino di vita spirituale. C’è bisogno di risveglio religioso e il pentecostalismo è una forza indubbiamente trainante.

Per un discernimento
Nel pentecostalismo vengono enfatizzati moltissimo i carismi, le esperienze eclatanti dimenticando che la vita cristiana è anche lotta combattimento contro il peccato che abita in noi. Per questo motivo il cristiano non può gloriarsi di se stesso, ma confesserà “Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14). E ancora Paolo ai corinti dirà: “Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12, 9-10).
L’esperienza non deve mai essere un’alternativa alla vita di fede, o qualcosa che si aggiunge alla fede. Cristo non ci ha chiamati a ‘fare esperienze’ e ad ‘avere delle sensazioni’ o a compiere ‘opere strepitose’, ma a credere in Lui. La via della salvezza è la fede in Lui.
La salvezza è possibile per la potenza dello Spirito Santo che ci è stato dato, e non per la forza delle nostre esperienze pur grandi che siano. L’attività della vita cristiana è l’amore, verso Dio e verso il prossimo, è l’attività non appariscente dell’osservanza della legge di Dio. Tuttavia la fede suppone pure un’esperienza: attraverso la fede, lo Spirito Santo dona la pace e la gioia che procede dalla giustificazione: “Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio”  (Romani, 5,1-2).

Laura Rossi

 
DIO o la materia?
A cura di: Ass. Informazione su Cristo

Dio non cade sotto i nostri sensi, ma si possono scoprire i segni della sua esistenza presenti nell'universo e nella nostra vita di uomini e donne. Alcuni dicono che la materia è eterna e, facendo ciò, attribuiscono ad essa le stesse caratteristiche divine: la materia diventa in questo modo un essere necessario, esistente per virtù propria, eterno ed infinito.
Una simile operazione non ha altro significato che respingere Dio dalla porta per introdurlo di soppiatto dalla finestra con la differenza che questa materia non sarebbe altro che un Dio senza cuore. Ma la materia non è affatto necessaria in quanto è in continua evoluzione. L'universo non è necessario, la vita non esisteva qualche miliardo di anni fa e neppure la materia nella forma attuale. Nessuno può provare che il cosmo è eterno, né lo scienziato, né il filosofo.
Anche l'uomo si trasforma, diventa diverso con il trascorrere del tempo. Egli sa di non essere la sorgente del proprio essere, ma di averlo ricevuto.
Tutta la realtà è radicalmente contingente, ossia potrebbe non esistere, non è necessario che ci sia, perciò occorre che esista un Datore di essere, Qualcuno che abbia l'essere di per sé e da sé, perché possa far sì che altre realtà possano a loro volta esistere.
Quando ci si ferma a riflettere sulle meraviglie del creato non si può non rimanere indifferenti e attribuire alla materia, incapace di agire in modo intelligente, o al caso cieco una organizzazione così perfetta che
L'unica obiezione seria all'esistenza di Dio è invece il terribile problema del male. Ma anche a questo riguardo, se si vuol essere coerenti, non si può negare l'esistenza di Dio. Infatti senza Dio il male rimane senza più alcuna possibilità di spiegazione e l'esistenza dell'uomo e del mondo precipitano nell'assurdo più completo.
ASS. INFORMAZIONE SU CRISTO www.informacristo.org
 


logo-difamiglia
logo_cww

logo_donbosco_ok
logo_comunicanto
banner_artisti
banner_informusic
banner_radio_taucap

“Solo in Dio riposa l’anima mia…”
(Salmo 62,6)

marina_di_modica_2

L’Ass. Anno Domini augura buone vacanze a tutti!
Ci ritroviamo a settembre

con nuovi appuntamenti…
Dio vi benedica!